“Tu portami via Dalle ostilità dei giorni che verranno Dai riflessi del passato perché torneranno Dai sospiri lunghi per tradire il panico che provoca l’ipocondria… Tu portami via Dalla convinzione di non essere Abbastanza forte Quando cado contro un mostro più Grande di me Consapevole che a volte basta prendere La vita così com’è.”
Immaginiamo di avere in mano un diamante dalle mille sfaccettature e di farlo girare sotto i raggi del sole. Potremo subito notare i colori diversi che esso riflette e che si posano sugli oggetti circostanti…
Ma ora proviamo ad immaginare che quel diamante rappresenti la nostra personalità, le parti di noi stessi più profonde, nascoste e che i colori che si impressionano su un muro, ad esempio, siano espressioni di queste parti di noi.
Spesso però non conosciamo quelle nostre sfaccettature e dunque non riconosciamo quei colori come provenienti da noi stessi.
La formazione della coppia avviene attraverso un percorso, che possiamo definire anche ciclo in quanto prevede degli ostacoli da superare per potersi sviluppare, nel quale i partner si confrontano, si conoscono, si mettono alla prova. All’interno di questo ciclo si inseriscono momenti più o meno critici, e ogni coppia è caratterizzata dai propri tempi e passaggi, in quanto ogni componente porta all’interno della relazione la propria storia personale, relazionale, la propria personalità, le risorse e i limiti.
La psicoterapia contiene tre elementi fondamentali: psiche, terapia ed il tempo.
Analizzando passo per passo questi tre elementi si scopre che la psicoterapia, apparentemente un concetto semplice e moderno, riveste di un significato più complesso ed antico.
Psiche deriva dal greco psyché, ossia spirito, anima; questa prima definizione ci permette di capire che fin dal principio dell’umanità la psiche rappresenta un concetto misterioso e mistico.
Anche ai giorni d’oggi non si riesce a dare una definizione certa del termine psiche. Facendo una rapida ricerca su internet vengono fuori le definizioni più disparate o inconcludenti.
Basti spostarsi da un approccio psicoterapeutico ad un altro per rendersi conto che lo stesso termine si connota di significati e valori diversi. D’altronde è abbastanza improbabile riuscire ad oggettivizzare un termine così astratto come la psiche, in quanto essa stessa rappresenta la soggettività di ogni individuo.
Pertanto ritengo quasi impossibile comprendere cosa sia la mente senza sfociare nella filosofia, disposto a subire gli attacchi di coloro che sono intenzionati a rendere scientifica anche la psiche. Infatti analizzare l’evolversi della mente non è un compito facile.
Il Ghosting è una strategia indiretta, immatura e aggressiva per porre fine ad una relazione.
Vuol dire letteralmente “rendersi un fantasma per l’altro”, sparire, dissolversi, diventare nebbia improvvisamente…
Maggiormente frequente nei rapporti di coppia, il Ghosting è un fenomeno che coinvolge relazioni di qualsivoglia natura (amorose, amicali, terapeutiche, di lavoro…); una pratica indiretta, immatura e aggressiva in quanto implica una scelta unilaterale e il rifiuto di comunicare con l’altro.
Sparire è una strategia da sempre utilizzata per chiudere le relazioni, soprattutto d’amore. Negli ultimi anni se ne registra un notevole incremento tanto che, ad oggi, si stima che circa un 80% delle relazioni vengano interrotte con un’azione di Ghosting.
Più o meno tutti noi , dunque, ne siamo stati vittime o carnefici.
I numerosi fatti di cronaca trattano, spesso, di violenza all’interno del rapporto di coppia: “Lei lo ha sempre perdonato!”, “Era una tragedia annunciata”, “l’amava troppo”. Queste le frasi che sentiamo spesso ripetere ai telegiornali, nei programmi televisivi dedicati, nei video divulgativi presenti sui social. Nasce quindi, l’esigenza di interrogarsi su cosa porti la donna a scegliere l’uomo violento costruendo con lui un legame affettivo. In risposta a tale domanda, in questo articolo, prenderemo spunto dalla canzone “Piccola Anima” di Ermal Meta ed Elisa.
“Il mondo rappresentazionale del bambino è una raccolta organica di esperienze passate, di impressioni relativamente durature, una costellazione di percezioni e di immagini, che il bambino coglie dalle sue varie esperienze, e che a sua volta fornisce una sorta di mappa cognitiva, una specie di panorama soggettivo nel quale egli può evocare quell’insieme di personaggi e di eventi che costituiscono il teatro della sua esperienza”
( Greenberg J. R. Mitchell S. (1986), Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica, Il Mulino, Bologna.)
Lo sviluppo dell’individuo è il frutto delle prime interazioni che si stabiliscono tra il bambino e il suo caregiver. In effetti già a partire dai primi mesi il neonato manifesta forme primitive di intersoggettività che si realizzano attraverso una partecipazione contingente di stati affettivi mediati dalla percezione delle espressioni emotive che l’adulto gli rivolge. Vi è quindi un’esperienza interattiva che il bambino percepisce come un’unità che contiene al suo interno tutti gli attributi significativi e che perlopiù riguarda esperienze di regolazione del Sé, relativamente allo stato somatico, all’intensità degli stati affettivi, al grado di attivazione, alle motivazioni, all’intimità, all’attaccamento: sono infatti le esperienze di essere con un “Altro regolatore del Sé”, quelle più importanti per la costruzione del mondo rappresentazionale.
Conoscere le probabilità di riuscita di un rapporto di coppia, fin dall’inizio di una nuova relazione, è un desiderio che accomuna molte persone. In tanti vorrebbero essere a conoscenza delle probabilità che la propria storia ha di proseguire nel tempo, oppure di interrompersi per diverse ragioni, tra cui un’incompatibilità di carattere o per aspettative divergenti.
Durante l’arco della vita siamo portati a confrontarci con diversi gradi di separazioni. Da quelle materiali, pensiamo al distacco che affrontano tutti i bambini quando devono interrompere l’utilizzo del ciuccio; alle separazioni relazionali, come la fine di un’amicizia o l’interruzione di un rapporto di coppia. Tutti gli allontanamenti, materiali e non, nel loro piccolo possono essere equiparati a dei lutti, e così come tali, possono essere elaborati positivamente.
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