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Una buona sintonizzazione
Mindsight e stili di attaccamento

Secondo Siegel e Payne Bryson, (vedi articolo Tra il sopravvivere ed il fiorire) i bambini con attaccamento sicuro sembrano avere maggiori risultati durante il loro sviluppo, come: sintonizzazione, flessibilità emotiva, funzionamento sociale e abilità cognitive.

La mente è un insieme di aree del cervello che funzionano in sinergia, ovvero sono integrate tra loro. Quindi, se non esistesse un funzionamento ottimale, a causa di esperienze negative di attaccamento, la mente del bambino potrebbe funzionare come un sistema non integrato.

Attraverso la Strange Situation ideata da Mary Ainsworth è stato possibile identificare quattro pattern di attaccamento infantile. In questa procedura il bambino con la madre vengono introdotti in una stanza piena di giocattoli. In momenti diversi il bambino viene lasciato solo oppure in compagnia di un estraneo per poi farlo ricongiungere con la madre per studiarne il comportamento.

L’ attaccamento può essere sicuro o insicuro. L’ attaccamento di tipo insicuro può essere a sua volta diviso in evitante e ambivalente. Un quarto tipo di attaccamento, quello disorganizzato, è stato individuato solo in un secondo momento.

Questi stili di attaccamento possono essere quindi divisi o sulla base della sicurezza/insicurezza oppure sulla base dell’organizzazione/disorganizzazione. Anche stili di attaccamento insicuri come l’evitante sono caratterizzati da una organizzazione delle risposte, a differenza dello stile disorganizzato che presenta un insieme incoerente di risposte. Tra i fattori più importanti nello sviluppo di uno stile di attaccamento sicuro, di certo c’è la “sintonizzazione” tra madre e bambino, ovvero quella capacità che permette alla madre di entrare in contatto con la mente del figlio, comprendere i suoi bisogni e di rispondere in maniera adeguata.

  • Attaccamento sicuro:

il bambino protesta vivacemente al momento della separazione dalla figura di attaccamento, continuano a cercarla durante la sua assenza, e si calma prontamente alla riunione con lei. Il bambino appare determinato e sicuro nella sua ricerca del genitore, e anche sicuro del conforto che questi gli offrirà al momento del ricongiungimento.

  • Attaccamento insicuro evitante:

il bambino che appartiene a questa categoria reagisce con apparente indifferenza alla separazione dalla figura di attaccamento.L’indifferenza è apparente perché è possibile dimostrare, attraverso la registrazione della frequenza cardiaca che è presente una notevole attivazione emozionale, non riscontrabile dal comportamento perché controllata o repressa dal bambino. Nel momento della riunione, questi bambini non solo mantengono la loro apparente indifferenza, ma tendono attivamente a evitare il contatto fisico, e talora solo il contatto di sguardi, con il genitore.

  • Attaccamento insicuro ambivalente:

i bambini che hanno questo tipo di pattern di attaccamento mostrano un notevole disagio al momento della separazione dalla figura di attaccamento, piangendo rabbiosamente o lasciandosi andare ad attacchi di collera. Al momento della riunione non riescono a farsi consolare e mostrano un comportamento resistente, oppure possono manifestare comportamenti passivi. E’ chiamato ambivalente (il bambino sembra ambivalente nei confronti della figura di attaccamento, desiderandone la presenza ma anche rifiutando il conforto che dovrebbe derivare dal suo abbraccio) o resistente (per la caratteristica resistenza a ricevere conforto mostrata nel momento del ricongiungimento).

  • Attaccamento disorganizzato:

questo quarto pattern è caratterizzato da una notevole disorganizzazione del comportamento di attaccamento, sia al momento della separazione che dopo la riunione. I bambini che mostrano questo pattern reagiscono alla separazione e al ricongiungimento con comportamenti contraddittori simultanei o in rapida successione. Le loro risposte al momento della riunione possono andare dalla ricerca intensa di vicinanza a comportamenti marcati di evitamento; oppure, al ritorno della figura di attaccamento, mostrano spavento, stereotipie o comportamenti bizzarri; o ancora, possono deviare il loro cammino verso il genitore rientrato nella stanza per andare a porsi, all’improvviso, con la faccia rivolta alla parete.

Secondo gli autori, quindi, esperienze e relazioni interpersonali sane, determinano un normale e naturale processo di resilienza, ovvero un risanamento a livello cerebrale di vecchie ferite impresse dalle esperienze. Questo processo di resilienza è definito sintonizzazione, inteso come la capacità di stabilire relazioni reciproche con gli altri sia a livello verbale, sia emotivo, che comportamentale.

Chi presenta un attaccamento disorganizzato, invece, mostra diversi disagi emotivi, relazionali e cognitivi, oltre a una marcata predisposizione alla disregolazione. Quindi, la mancanza di esperienze precoci di sintonizzazione porta al manifestarsi di diverse forme di disagio, di disregolazione, di scarsa resistenza allo stress, con effetti destabilizzanti anche sul sistema immunitario. L’insieme di questi effetti nocivi può causare una modifica nell’attivazione dei geni, la cosiddetta epigenesi. Quindi, la scelta di un percorso di attivazione piuttosto che un altro può essere influenzata da queste esperienze non sane, che potrebbero essere alla base del disagio psicologico.

Inoltre, sempre secondo gli autori, una buona capacità di mindsight deriva dall’integrazione del funzionamento dell’emisfero destro e sinistro. La dissociazione, invece, si ha nel momento in cui si possiede una scarsa capacità di mindsight. Quindi, buone capacità cognitive e una buona integrazione tra le parti dovute ad un attaccamento sano, migliorano la connessione tra i due emisferi e favoriscono la capacità di mindsight.

Dott. Diego Bonifazi

Assistente Sociale a Roma

(+39) 3296614580

Email: diego.bonifazi@yahoo.it

Per Approfondire:

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Il ruolo del gioco nello sviluppo
da 0 a 99 anni

Da anni collaboro con un servizio scolastico, lavorando insieme ai bambini. Insieme, non con.

Dirò una cosa banale, ben chiara soprattutto ai genitori o ai professionisti dello sviluppo, nell’affermare che ogni bambino è un ottimo insegnante e un attento genitore. Un bambino ci fa sentire amati e importanti, scopre quando diciamo una bugia, ci fa rispettare quelle regole che in precedenza abbiamo dato, ci permette di cambiare prospettiva mostrandoci le cose attraverso i suoi occhi e di entrare in contatto con le sue emozioni, di viverle e di riviverne di nostre ormai dimenticate.

Un privilegio del mio lavoro è la possibilità di giocare quotidianamente insieme ai bambini: attraverso i nostri giochi, possiamo, insieme, posizionare mattoncino LEGO su mattoncino LEGO, costruendo simultaneamente i muri delle nostre identità.

Giocare è stimolante, utile, divertente e ci permette di sognare e raccontare delle favole che parlano di noi.

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Legami Di Attaccamento
Oltre l’amore di un padre

Alla Ricerca della Felicità – Film (2006)

Il concetto di attaccamento è sinonimo di cure, sicurezza e amore.

È la relazione, a cui siamo spinti sin dalla nascita da tendenze biologiche ed innate, che istauriamo con una figura di accudimento primario, definita caregiver (“che dà cure”). Il ruolo preferenziale di caregiving nella relazione con il bambino è culturalmente e biologicamente affidato alla mamma, che segue il suo piccolo nella crescita e favorisce lo sviluppo di una personalità “sana” ponendosi come “base sicura” e rispondendo in maniera “sufficientemente buona”  ai suoi bisogni. La mamma è colei che dà cibo e amore ed è, banalmente oppure no, il primo punto di riferimento del bambino.

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