Autore: Giulia Ingrosso

Wearable technologies e psicologia

Sarà possibile rivelare lo stato psicofisico attraverso l’utilizzo di sensori?

La convergenza di vari avanzamenti tecnologici nella miniaturizzazione dei microprocessori, nella diffusione capillare della connessione internet e nella scienza dei materiali ha reso possibile e di grande interesse lo sviluppo di sensori indossabili. Un sensore è un dispositivo in grado di misurare un parametro fisico o chimico e convertirlo in tempo reale in un segnale elettrico che viene acquisito da un’opportuna elettronica di lettura.

benessere, psicologia, psicologia sociale, tecnologie

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Dall’origine alla coppia
Il ciclo di vita della famiglia

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“Per consentire il cambiamento, alcune parti del sistema devono disgregare modelli stabili già presenti. I nuovi modelli rappresentano quindi proprietà emergenti del sistema. Essi non sono lineari, cioè non possono essere previsti automaticamente in base a ciò che è successo in precedenza. Quando le sue componenti non sono coordinate in modo eccessivo, il sistema può esplorare e cambiare”.

(Bowlby)

Come è noto nel primo anno di vita il bambino stringe con il genitore un legame di attaccamento tendenzialmente asimmetrico attraverso il quale riceve protezione e cure a cui corrisponde nell’adulto un legame genitoriale volto a fornire supporto al bambino.

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La paralisi del sonno

Un’interpretazione odierna

La paralisi del sonno è un disturbo nel quale il soggetto si presenta come cosciente ma non ha la possibilità di avere una buona presa sul proprio corpo che viene avvertito come immobile; tutto questo avviene nei momenti che precedono l’addormentamento o in quelli successivi al risveglio ed è spesso accompagnato a difficoltà respiratorie. Lo stato di angoscia che può percepire la persona coinvolta è correlata direttamente alla sensazione di impotenza. Da un punto di vista medico la Sleep paralysis è data dal malfunzionamento di un meccanismo biologico. Nella norma, quando ci addormentiamo ed in particolare nella fase REM, i nostri occhi si muovono ma il corpo resta immobile. Il punto è che, nel caso della sleep paralysis, il risveglio non coincide con la fase in cui i muscoli riprendono tono.

La condizione di chi è temporaneamente paralizzato ricorda quella del Locked-in, ovvero il soggetto è perfettamente lucido e cosciente ma un problema cerebrale rende il corpo insensibile.

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La sincronicità. Nulla accade per caso

​“Il caso non esiste e ciò che ci sembra casuale scaturisce dalle fonti più profonde” (Friedrich Schiller)

Sarà capitato a tutti almeno una volta che una coincidenza ritenuta quasi improbabile risultasse poi una rivelazione come se esistessero dei legami tra avvenimenti e persone.

Vi è mai capitato di chiamare una persona nello stesso istante in cui questa stava chiamando voi? Oppure di aver incontrato la persona di cui avevate bisogno proprio in quel momento? Bhe, questa non è casualità ma parliamo di SINCRONICITA’. Questo termine deriva dal Greco syn (“con”) e khronos (“Ora”).

E’ stato Gustav Jung a coniarlo spiegandolo come una “simultaneità di due avvenimenti vincolati dal senso ma in maniera casuale”, come quindi se ci fosse un’unione tra avvenimenti interni ed esterni che sono difficili da spiegare ma che hanno un senso per la persona che li vive; infatti l’argomento più convincente sulle loro realtà è la propria esperienza personale.

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La Reciprocità. I vari tipi di amori in famiglia.

Si possono osservare vari tipi di amore in famiglia: c’è l’amore per i figli, l’amore romantico o, ancora,  l’amore passionale. La differenza sostanziale è che l’amore fra gli adulti può scadere, l’amore per i figli invece è per sempre.

In una famiglia intesa come sistema di comunicazioni intime, si possono osservare sia l’interazione tra partner adulti che quella tra genitori e figli, creando dunque un aspetto interpersonale intimo; ovvero che la durata dell’amore può essere limitata tra gli adulti (l’amore può finire), mentre viene considerata inestinguibile tra genitori e figli (i figli sono amati per sempre). Bisogna tenere ben presente che la forma dell’amore si modifica quasi continuamente nel tempo adattandosi ai cambiamenti della persona sia in termini di importanza che di significato.

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L’intelligenza artificiale

Lo spazio delle menti possibili

 ‹‹Il progresso appare sempre più grande di quanto realmente sia››

Johann Nepomuk Nestroy

“I.A.” Da tempo ormai ci confrontiamo con questa abbreviazione e, anche attraverso la cinematografia, abbiamo imparato a capirne il significato. Intelligenza Artificiale. Ma di cosa si tratta? Il “pensiero” – non a caso l’uso di questo termine come vedremo tra poco – corre immediatamente alle macchine, ai computer, ai telefoni cellulari, alle “APP” e a quant’altro collegato con la tecnologia. Ma non è così. L’intelligenza artificiale suscita un grande interesse poiché tenta di fornire una critica riguardo alcuni concetti dell’essere umano. Gran parte di studi filosofici ci hanno tramandato che l’unica mente interessante era quella dell’uomo ma, oggi, lo studio ad esempio delle menti animali l’enorme ricerca sugli studi post-umani¸ le scienze cognitive animali, ci dicono che non è così. Allora la domanda è: la mente umana è l’unica esistente?  Oppure: le menti umane e animali, sono le uniche esistenti o esistite? A quanto pare no. Pensiamo a menti che potrebbero essersi formate in angoli lontani della biologia terrestre. Lo spazio delle possibilità includerebbe anche tutte quelle forme di vita terrestri che sarebbero potute esistere e che non sono esistite. In particolare, include le menti di quegli esseri sintetici, il cui cervello è a base di silicio: le intelligenze artificiali appunto.  

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La perdita dell’incontro. Affrontare la separazione e il possibile lutto

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“Pensa che triste se il mondo finisse e non fossi al mio fianco. Non tanto perché mi ferisce, mi infastidisce pensare che vengo dal mare e ritornerò fango senza vedere le rughe avanzare sul tuo viso stanco”

da “Libellule”, Nitro

A volte pensiamo che non siamo sulla stessa barca e che certe cose non riguardano tutti, fino a quando non capita un evento che sconvolge tutto e siamo costretti a farcene una ragione. Così, ad esempio, un sentimento privato come la separazione da una persona amata diventa improvvisamente quello di un’intera popolazione e, insieme con la paura, il principale motivo di sofferenza di quel lungo periodo di esilio. Una delle conseguenze più vistose è proprio l’improvvisa separazione in cui si sono ritrovate madri, figli, coniugi, amanti che all’inizio avevano creduto di dover affrontare una separazione temporanea, sicuri di rivedersi dopo poco. Cullati dall’assurda fiducia umana, si vedono tutto d’un tratto inesorabilmente lontani, obbligati ad agire come se non avessero sentimenti individuali. Persone legate dall’intelligenza, dal cuore e dalla carne si riducono così a scambiarsi frasi stereotipate e virtuali del tipo “tutto bene. Ti penso.” o magari a guardarsi attraverso i freddi schermi di strumenti che sono diventati quasi un’elegia. Con la separazione capiamo che il sentimento principale della nostra vita che credevamo di conoscere bene, assume un volto nuovo. La separazione brutale, senza un avvenire prevedibile, ci rende incapaci di reagire di fronte al ricordo della presenza ancora così vicina e già così lontana che ora occupa le nostre giornate.

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Conoscersi ma non toccarsi. L’amore platonico

“L’altro che io amo e che mi affascina è atopos. Io non posso classificarlo, poiché egli è precisamente l’Unico, l’immagine irripetibile che corrisponde miracolosamente alla specialità del mio desiderio”.

Roland Barthes

Osservandolo sul suo nascere l’amore è provocato dalla meraviglia dell’incontro, questo si sa! È qualcosa di non previsto, non programmato che sospende lo scorrere naturale e ordinario del tempo. L’incontro, in questo senso, è un avvenire, è ciò che non è stato ancora, è nuovo e porta con sé la promessa di una nuova vita. L’incontro d’amore somiglia sempre ad un miracolo perché trasforma il prevedibile nell’imprevedibile, il possibile nell’impossibile, il tempo in una rivelazione.

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