Psicologia dei Tarocchi
Gli arcani della vita

Per le persone più sintonizzate con sé stesse e la propria vita, è ormai chiaro che l’esperienza stessa del vivere è da intendersi come un lungo percorso, dalla nascita ai vari snodi che ci conducono con la morte. Il percorso stesso, nel suo mutevole processo d’elaborazione delle esperienze è la vita, è il nostro continuo tentativo di dare voce alla via da percorrere è ciò che più si avvicina al senso della vita.

Così come le persone più consapevoli, anche la cultura storica dell’essere umano e la sua simbologia ci indica e aiuta a identificare gli innumerevoli snodi che l’essere umano si ritrova a vivere per evolversi e imboccare il proprio percorso. Fra le varie rappresentazioni simboliche possiamo trovare i miti, le favole, le credenze popolari ma anche illustrazioni come, ad esempio i tarocchi.

I tarocchi sono un mazzo di carte, generalmente composto da 78 carte, la cui origine risale alla metà del XV secolo nell’Italia settentrionale. I tarocchi si diffusero in varie parti d’Europa e raggiunsero il periodo di maggior diffusione tra il XVII e il XVIII secolo.

Il tipico mazzo di tarocchi è composto da un mazzo di carte tradizionali a cui si aggiungono ventuno carte dette Trionfi e una carta singola detta Il Matto.[1] Il mazzo di carte tradizionali è diviso in quattro semi (Spade, rappresentazione dei conflitti, Bastoni, rappresentazione del movimento, Coppe rappresentazione dei legami e Pentacoli, denari, rappresentazione della spiritualità) di quattordici carte, dall’asso al dieci più quattro figure, dette anche “onori” o “carte di corte”: Re, Regina, Cavaliere e Fante. I Trionfi sono generalmente illustrati con figure umane, animali e mitologiche e sono numerati da 1 a 22, spesso in numeri romani.

Nella terminologia introdotta dalle teorie esoteriche i Trionfi e il Matto sono detti collettivamente arcani maggiori, mentre le altre carte sono dette arcani minori e divengono anch’essi rappresentazioni di uomini e animali che mettono in atto una narrazione.

Solo alla fine del XVIII secolo i tarocchi vennero associati alla cabala e ad altre tradizioni pseudomistiche, infatti, prima di avere l’odierna funzione divinatoria, rappresentavano in passato un sistema simbolico e narrativo che metteva in scena una visione del mondo e dell’uomo, un modo di intendere la vita e di percorrerla.

Mediante l’archetipo del gioco, è possibile accedere alla lettura dei tarocchi, in una modalità psicologica, proiettando nella narrazione degli arcani il proprio mondo e personaggi interiori, permettendo al consultante di entrarci in contatto e riscoprire eventuali ostacoli, blocchi, angosce e paure ma anche risorse e strumenti per affrontare le proprie crisi evolutive.

Gli arcani maggiori, in particolar modo, rappresentano le tappe necessarie che qualsiasi essere umano dovrebbe affrontare, come una sorta di suggeritore e attivatore del proprio mondo interno.

Cosa succede se entro in contatto con l’arcano della Morte? Che taglio netto sono chiamato a mettere in atto? E l’arcano del matto? Perché mi angoscia tanto l’eccessiva libertà?

L’interesse divinatorio, esploso nell’epoca del romanticismo, non è in realtà lo scopo originario dei tarocchi, poiché in realtà i simboli dei tarocchi rappresentano punti nodali dell’esistenza umana, di come siano collegate le une alle altre, ossia di come il viaggio dell’essere umano inizi dalla libertà del Matto per terminare con la piena consapevolezza del Mondo.

Nella lettura dei tarocchi si incrociano caso e controllo, razionalità e irrazionalità, l’imprevedibilità della vita e la gestione degli eventi. 

Gli Arcani Maggiori dei tarocchi, che come teorizza Jung sono “idee archetipiche di natura differenziata” o come afferma Claudio Widmann “una gigantesca opera di amplificazione collettiva”,  tanto si avvicinano all’esperienza dei sogni tipici, ossia quei sogni che portano con Sé un significato universale e collettivo, come ad esempio la caduta dei denti (rappresentazione della perdita di parti dell’iDENTItà passata).

Nel mio prossimo articolo avrà inizio, dunque, un’analisi psicologica/simbolica dei 22 arcani maggiori, come tentativo di guida e comprensione degli snodi fondamentali della nostra vita, a partire, dunque dall’arcano 0, il Matto. E tu? Hai paura della tua follia, o sei disposto a giocare?

Dott. Dario Maggipinto

Riceve su appuntamento a Chieti
(+39) 334 9428501

dario.maggipinto@gmail.com

Per approfondire: 

Laura Valli, “Alla scoperta del linguaggio archetipo degli arcani maggiori.” Editore: ‎Anima Edizioni (7 gennaio 2022)


arcani, psicologia, relazione, tarocchi

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