Ridi che ti passa
L’umorismo come meccanismo di difesa

“Ridere è una cosa seria” sostiene Gregory Bateson nel suo libro “l’umorismo nella comunicazione umana”. Questa frase, che apparentemente può essere vista e interpretata come un riduzionismo o una frase fatta trova un fondamento di verità. Infatti, ritroviamo l’umorismo tra i meccanismi di difesa più evoluti, propri di un sistema psichico maturo e di un certo livello.

Cos’ è un meccanismo di difesa? Il concetto di meccanismo di difesa ha una matrice prettamente psicodinamica; infatti, le prime dissertazioni su questo concetto sono state sviluppate da Freud e da Anna Freud. Successivamente, diverse correnti della psicologia hanno provveduto a fare una risistemazione di tali concetti; tra queste, in Italia, troviamo quella fatta da Lingiardi. Secondo una definizione dell’autore stesso  (Lingiardi, 1996) i meccanismi di difesa sono  “processi psichici, spesso seguiti da una risposta comportamentale, che ogni individuo mette in atto, più o meno automaticamente, quando si trova ad affrontare situazioni particolarmente stressanti e/o deve mediare i conflitti generati dallo scontro tra impulsi, desideri e affetti da un lato, e proibizioni interne e/o condizioni della realtà esterna dall’altro”.  E’ automatico, è un pensiero, un sentimento che normalmente viene usato per gestire gli affetti e gli istinti più critici; ognuno di noi può attivare un pattern specifico di questi meccanismi a seconda delle caratteristiche di personalità.

Questi vanno da meccanismi più primitivi, generalmente di natura psicotica a quelli di tipo nevrotico fino ad arrivare a quelli più evoluti tra i quali troviamo appunto l’umorismo. Le caratteristiche tipiche dell’umorismo sono l’ironia, trovare gli aspetti ironici e divertenti della fonte di stress; non si cerca dunque di rimuovere la fonte del disagio come avviene ad esempio nella rimozione (meccanismo di stampo tipicamente nevrotico), né di scinderlo in una visione dicotomica del tipo “bello”, “brutto”/ “Buono”/ “cattivo” (proprio del meccanismo più primitivo della scissione).  Invece, “l’oggetto del reato” rimane lì, davanti ai nostri occhi intatto; si cerca solamente di alleggerirlo, ironizzando su di esso, edulcorandolo dai suoi aspetti più pesanti e negativi.

Un esempio può essere per esempio quando i medici scherzano su di un’importante operazione che andranno a fare; questo non significa banalizzare il loro operato o la vita del paziente ma si traduce effettivamente su una riduzione dei livelli di tensione. Infatti, l’umorismo è diverso da dire barzellette, schernire o assumere un atteggiamento sprezzante; forse il tutto si potrebbe riassumere nel comune modo di dire “una risata liberatoria”, sperando che questa espressione non offendi il padre della Psicoanalisi che considerava l’Umorismo il meccanismo di difesa più evoluto.

Lo studioso Gregory Bateson, nel saggio “l’Umorismo nella comunicazione Umana” aggiunge inoltre importanti elementi che potrebbero avvalorare la tesi del nostro Freud. Infatti in questo saggio, che riprende un dibattitto avvenuto nel 1952 presso la “Macy Foundation” di New York,  Bateson sostiene che la risata di una persona si propaga come un ’impulso nervoso ed ha un potere fortemente aggregante. Pensiamo, infatti, a quando si ride insieme per la stessa barzelletta, per la stessa battuta o per un episodio buffo che viene condiviso. Inoltre, l’autore, vede il riso come un atto catartico che ci distacca dalle cornici troppo rigide della nostra vite, dalle nostre convinzioni a volte troppo stringenti e soffocanti. Mai fidarsi di chi non ride mai, ma soprattutto, alla fine dei giochi ridere diventa una cosa seria.

Dott.ssa Chiara Moriglia

(+39) 346 7294890

Morigliachiara@gmail.com

Per approfondire:

Lingiardi Vittorio, I disturbi di personalità, 1996. Il Saggiatore Editore

Bateson. G, L’umorismo nella comunicazione umana, 2006, Raffaello Cortina Editore.

benessere, difese, personalità, relazioni

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