Uomini e Donne
Ri-costituire il genere de-costituendo gli stereotipi

Pubblicazione a promozione del progetto “Rondini. Centro di ascolto psicologico e assistenza legale” finanziato dalla Regione Lazio con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, promosso dall’Associazione Semi di Pace OdV in collaborazione con l’Associazione Il Sigaro di Freud come soggetto terzo – www.semidipace.it/progetto-rondini/

Io vorrei che tutti cominciassimo a sognare e progettare un mondo diverso. Un mondo piú giusto. Un mondo di uomini e donne piú felici e piú fedeli a se stessi. Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli.” ChimamandaNzogiAdichie

Uomini e donne sono diversi.

Sul piano biologici, le donne possono avere figli, gli uomini no.

Gli uomini sono sempre stati considerati dotati di forza fisica maggiore rispetto alle donne.

Gli uomini occupano più posti di potere o di prestigio rispetto alle donne.

Dunque, gli uomini hanno da sempre governato il mondo.

Al giorno d’oggi, nulla è cambiato.

Negli ultimi anni, infatti, si è sentito spesso parlare di differenze e disuguaglianze di genere facendo riferimento ad un fenomeno sociale in cui vengono esaltate le differenze tra donne e uomini.

Il termine “genere” deriva dal latino “genus” ossia generare, facendo riferimento soltanto a differenze biologiche. Negli anni ’70 tale significato è andato oltre gli aspetti biologici riferendosi piuttosto alle differenze di identità maschili e femminili; dunque, attraverso la socializzazione, donne e uomini acquisiscono modi di sentire e di interagire, regole comportamentali che danno origine alle differenze di genere.

Il genere consente quindi a donne e uomini di essere riconosciuti e di riconoscere gli altri in base a gesti, modi di esprimersi e di apparire più o meno standardizzati; al contempo esso condiziona e limita le possibilità alle persone di esprimere i propri gusti , i propri desideri, i propri progetti che possono differire dai canoni stabiliti dalla società in cui viviamo (Sartori, 2009).

Le relazioni tra le identità maschili e le identità femminili, le idee circa i ruoli a loro appropriati sono determinati dalla società in cui viviamo che attribuisce maggior potere e privilegi agli uomini e considera le donne, invece, subordinate ad essi.

La nostra società ha dato sempre per scontato che le donne fossero emotive, gentili, accomodanti e volte al sacrificio mentre gli uomini combattivi, razionali, coraggiosi e autonomi (Pojaghi e Fermani, 2009).

Il fenomeno delle differenze di genere ha un impatto evidente a livello familiare, sociale e professionale; infatti, durante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, dai dati ISTAT è emerso come la maggior parte delle persone che hanno perso il posto di lavoro fossero donne. Queste differenze e disuguaglianze possono essere racchiuse nella categoria “stereotipi di genere” che definiscono quali comportamenti, atteggiamenti sono più appropriati nelle diverse situazioni sociali, in base al genere di appartenenza.

Esiste un modo per annullare questi stereotipi di genere?

Bisognerebbe innanzitutto cambiare il nostro modo di pensare che la persona più qualificata a comandare non è quella più forte, bensì la più intelligente, la più creativa, la più innovativa.

Bisognerebbe insegnare agli uomini che anche loro hanno diritto di manifestare emozioni senza paura di essere considerati deboli.

Bisognerebbe insegnare alle donne che hanno il diritto di dimostrare la loro ambizione e la loro sicurezza senza avere paura di essere considerate arroganti o poco femminili.

Il problema di genere è che stabilisce come donne e uomini dovrebbero essere, piuttosto che riconoscere come effettivamente sono. Proviamo a pensare a quanto saremmo più felici, a quanto ci sentiremmo più liberi di essere chi siamo veramente, annullando il peso delle aspettative legate al nostro genere.

Dott.ssa Perla Angilletta 

Dottoressa in Psicologia dei gruppi, delle comunità e delle organizzazioni 

email: perlaangilletta@gmail.com

Per Approfondire:

– Sartori F. (2009) Differenze e disuguaglianze di genere, Il Mulino

– Pojaghi B. , Fermani A. (2009) il ruolo del conflitto nella presa di coscienza degli stereotipi di genere

– ChimamandaNzogiAdichie (2015) Dovremmo essere tutti femministi, Einaudi.

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